La(t)te-tta

Allatti? Ce l’hai il latte? Quanto ce ne hai? Vuoi allattare?

Quante volte si sentono domande simili? Ma a qualcuno verrebbe mai in mente di dire, ad esempio, “Ma tu sei uno che mangia o vivi di aria? Tu ce l’hai l’apparato digerente?”. La natura quando ci ha creato ha pensato a tutto e allattare fa parte di quel tutto. Certo, ci possono essere sempre dei rari casi in cui può esserci un problema, ma di base allattare è previsto dalla natura così come ha previsto che mangiamo, beviamo, andiamo di intestino, ecc.

L’aumentare dello stress nella quotidianità della vita e l’avvento del latte artificiale hanno minato l’allattamento naturale, ma credo che non dobbiamo mai dimenticarci che la cosa automatica, la cosa normale è allattare, non il contrario. Il paradosso poi è che spesso si crea una sorta di circolo vizioso assurdo: la mamma parte con la paura di non avere latte (perché sente dire che non è detto che si abbia latte) e questo già crea uno stress psicologico che può andare ad incidere sulla sua stessa produzione. Poi arriva un parente o un’amica che dice “ce l’hai il latte? come sei messa?”: altro stress psicologico. Poi arriva chi ti fa la lista delle cose che ha sentito dire aiutano la produzione di latte: ed ecco un altro stress psicologico (se non bevo o mangio queste cose non avrò latte!).

Non sono un medico, e non ho una formazione da ostetrica. Sono una mamma di due figli però, mi capita di fare collegamenti logici e mi piace la macchina chiamata corpo umano. Secondo la mia sicuramente banale e assolutamente non scientifica interpretazione, le cose funzionano più o meno così:

  • Il latte materno contiene tutte le proprietà nutritive di cui il neonato ha bisogno: da dove le prende? Dalla mamma naturalmente. Dunque la mamma deve fare in modo di mangiare in modo sano ed equilibrato e magari un po’ più spesso del solito. Non a caso in allattamento si ha più fame.
  • Il latte è liquido: da dove arriva questo liquido? Dalla mamma naturalmente. Dunque la mamma deve bere molto, molto più di quanto non faccia di solito. Deve infatti provvedere a mantenere idratato il proprio corpo e allo stesso tempo deve permettergli di produrre ulteriori liquidi (il latte appunto).
  • Quante volte si allatta? Tante, tantissime: giorno e notte. Questo significa che il nostro corpo è una macchina in produzione h24. Qualsiasi macchina per funzionare ha bisogno di energia. Di conseguenza il nostro corpo ha bisogno di mangiare e bere con regolarità. Non solo, ha anche bisogno di percepire tranquillità, positività e armonia. Anche perché deve fare questo sforzo enorme precisamente nel momento in cui è più stanco!
  • Quando si allatta? Quando si mette al mondo un figlio. Di conseguenza i nostri seni e i nostri capezzoli, in percentuale di tempo sull’arco della nostra vita, sono meno abituati ad essere succhiati. iNon c’è da spaventarsi quindi se all’inizio si soffre un pochino o se si creano ferite o ragadi: è assolutamente lineare come cosa. Quando compriamo un nuovo paio di scarpe succede la stessa cosa: i primi giorni il piede si deve abituare, ma non per questo rinunciamo alle scarpe al primo fastidio. Sappiamo che poi passerà.

Ecco, io non ho prove scientifiche, ma quello che so è che ho sempre bevuto tanto (e ancor di più quando allattavo in estate), mangiato bene e con regolarità, ho guardato alle cose con positività e intorno a me c’erano armonia e tranquillità. Ero stanca, sfinita, esausta, ma il latte c’era lo stesso… E forse il vero segreto è che non mi sono mai nemmeno per una volta posta il dubbio se avessi o meno avuto latte e se avessi o meno allattato!

I miei bambini hanno preso latte fino ai 12 mesi. Fino ai sei giorno e notte, dai 6 ai 12 la sera, notte e mattina. Sono tornata a lavorare quando avevano 4 mesi e ho passato ore nel bagno dell’ufficio a tirare latte per loro. Dai 6 mesi sono andati al nido e questa ulteriore sensazione di distacco li ha portati a voler “recuperare” la notte. Volevano il latte anche 8-9 volte a notte. Ho allattato in piedi, seduta, sdraiata, mentre cucinavo, in traghetto, in aereo…

Sì è vero, ero stanca, così come lo sono le neo-mamme. Ma ero felice, perché stavo dando loro ciò che la natura aveva previsto! Il mio latte li ha resi forti e gli ha dato gli anticorpi che avevano diritto di ricevere.

Credo che ogni mamma sappia quando smettere di allattare. Non esiste una mamma che lo fa meglio. Ognuno ha i propri tempi e le proprie dinamiche. Quello che vorrei, è che ogni mamma credesse nella forza della natura e non negasse ai propri figli e a se stessa la gioia del latte materno.

 

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Yes I can

” Ma che bello questo bambino signora, quanto tempo ha?” ” Cinque giorni”.

Eccole le mamme di oggi: di nuovo in pista già a pochi giorni dal parto.

Qualche giorno dopo la nascita del mio primo figlio, durante una delle poppate notturne ho pensato che non ce l’avrei mai fatta. I giorni susseguenti il parto sono giorni di cambi ormonali, di produzione continua di latte, di notti insonni a cui bisogna abituarci ( perché si sa, sul lungo periodo ci si abitua a dormire meno) e di adattamento ad un momento della vita in cui non si è mai da sole. Il solo pensare ai primi mesi di vita dei bambini mi fa sbadigliare.

Ricordo di come mi sentivo stanca, affaticata e sopraffatta. Ho sempre pensato che i miei figli potessero prendere il mio latte quando volevano (anche perché sono nati in stagioni calde per cui avevano anche molta sete) senza dettare regole delle 3 ore o cose simili. Non gli ho mai negato di addormentarsi in collo e non sono del parere che debbano strillare per ore nel letto sentendosi soli e abbandonati.

Tutto è faticoso nei primi mesi, lo è sempre stato e sempre lo sarà. Produrre latte non può che fisiologicamente stancare, non dormire per bene la notte non ti fa recuperare, dover stare costantemente dietro ad un piccolo esserino che ha giustamente bisogno di te ti leva la libertà. Quello che oggi è diverso da ieri e forse non sarà diverso domani è la volontà di noi mamme di non mettere da parte il rapporto con il papà e con noi stesse. A questo si aggiunge una vita che corre talmente veloce a ritmo di concorrenza e opportunità che si ha la costante impressione di non potersi fermare un attimo, di non poterci permettere di prenderci davvero del tempo per non pensare al lavoro, alla taglia dei pantaloni, al sorriso da regalare agli amici.

Un’altra cosa è cambiata rispetto al passato. I papà. Oggigiorno sanno osservarci e vedere la forza che tiriamo fuori, sanno ammirare l’energia di cui siamo carichi, sanno accogliere ogni nostro sorriso, sanno darci abbracci che significano ” sono fiera di te, grazie per il dono più bello”… e hanno voglia di fare i papà sin dal primo momento!

Ricordo ancora con grande commozione il papà dei miei figli che in gravidanza era dolcemente invidioso del fatto che fossi io a portargli in grembo. Voleva esserci fin dal primo istante!

Questo post è iniziato con il ricordo della stanchezza e finisce con l’amore. E questo è esattamente quello che succede con i bambini. Siamo stanche, sfinite, devastate, ma poi loro sorridono, scoprono il mondo, crescono e a noi basta questo per dimenticare il resto!

A tutte le neo mamme vorrei dire, ce la farete! Davvero! I primi mesi si ha l’impressione di essere di fronte a qualcosa di troppo grande da superare, una montagna troppo difficile da scalare, una stanchezza impossibile da recuperare. Una persona una volta mi ha detto “disegna questo momento su una linea del tempo: ti renderai conto che rappresenta solo una piccolissima percentuale della tua vita”.

Ed è effettivamente così. Ci sono delle tappe fisiologiche: intorno ai due/tre mesi c’è il primo miglioramento- la chiamo la fase  di assestamento. Tutti gli equilibri devono ricrearsi. A cinque/sei mesi arriva la seconda svolta. Questo è infatti il momento in cui iniziamo di nuovo a pensare che, se non tutto, quasi tutto è possibile. Intorno all’anno di vita si vede la luce. Questo non significa che sarà più facile (anzi), ma che almeno avremo regolarmente otto ore per riposare, ci sentiremo più tranquille con noi stesse ed abbiamo di nuovo la sensazione di poter spaccare il mondo!

Una cosa vorrei dire però a tutte le mamme: stiamo attente a non alzare troppo la stanghetta! Stiamo creando una mamma già in forma (non solo fisica, ma soprattutto mentale) a pochi giorni dal parto, una mamma che ” fa tutto come prima”, una mamma che non dice mai di no a qualsiasi programma del weekend. L’energia che la natura regala alle madri è già magica, non c’è bisogno di essere più eroine rispetto a quello che già siamo.