Yes I can

” Ma che bello questo bambino signora, quanto tempo ha?” ” Cinque giorni”.

Eccole le mamme di oggi: di nuovo in pista già a pochi giorni dal parto.

Qualche giorno dopo la nascita del mio primo figlio, durante una delle poppate notturne ho pensato che non ce l’avrei mai fatta. I giorni susseguenti il parto sono giorni di cambi ormonali, di produzione continua di latte, di notti insonni a cui bisogna abituarci ( perché si sa, sul lungo periodo ci si abitua a dormire meno) e di adattamento ad un momento della vita in cui non si è mai da sole. Il solo pensare ai primi mesi di vita dei bambini mi fa sbadigliare.

Ricordo di come mi sentivo stanca, affaticata e sopraffatta. Ho sempre pensato che i miei figli potessero prendere il mio latte quando volevano (anche perché sono nati in stagioni calde per cui avevano anche molta sete) senza dettare regole delle 3 ore o cose simili. Non gli ho mai negato di addormentarsi in collo e non sono del parere che debbano strillare per ore nel letto sentendosi soli e abbandonati.

Tutto è faticoso nei primi mesi, lo è sempre stato e sempre lo sarà. Produrre latte non può che fisiologicamente stancare, non dormire per bene la notte non ti fa recuperare, dover stare costantemente dietro ad un piccolo esserino che ha giustamente bisogno di te ti leva la libertà. Quello che oggi è diverso da ieri e forse non sarà diverso domani è la volontà di noi mamme di non mettere da parte il rapporto con il papà e con noi stesse. A questo si aggiunge una vita che corre talmente veloce a ritmo di concorrenza e opportunità che si ha la costante impressione di non potersi fermare un attimo, di non poterci permettere di prenderci davvero del tempo per non pensare al lavoro, alla taglia dei pantaloni, al sorriso da regalare agli amici.

Un’altra cosa è cambiata rispetto al passato. I papà. Oggigiorno sanno osservarci e vedere la forza che tiriamo fuori, sanno ammirare l’energia di cui siamo carichi, sanno accogliere ogni nostro sorriso, sanno darci abbracci che significano ” sono fiera di te, grazie per il dono più bello”… e hanno voglia di fare i papà sin dal primo momento!

Ricordo ancora con grande commozione il papà dei miei figli che in gravidanza era dolcemente invidioso del fatto che fossi io a portargli in grembo. Voleva esserci fin dal primo istante!

Questo post è iniziato con il ricordo della stanchezza e finisce con l’amore. E questo è esattamente quello che succede con i bambini. Siamo stanche, sfinite, devastate, ma poi loro sorridono, scoprono il mondo, crescono e a noi basta questo per dimenticare il resto!

A tutte le neo mamme vorrei dire, ce la farete! Davvero! I primi mesi si ha l’impressione di essere di fronte a qualcosa di troppo grande da superare, una montagna troppo difficile da scalare, una stanchezza impossibile da recuperare. Una persona una volta mi ha detto “disegna questo momento su una linea del tempo: ti renderai conto che rappresenta solo una piccolissima percentuale della tua vita”.

Ed è effettivamente così. Ci sono delle tappe fisiologiche: intorno ai due/tre mesi c’è il primo miglioramento- la chiamo la fase  di assestamento. Tutti gli equilibri devono ricrearsi. A cinque/sei mesi arriva la seconda svolta. Questo è infatti il momento in cui iniziamo di nuovo a pensare che, se non tutto, quasi tutto è possibile. Intorno all’anno di vita si vede la luce. Questo non significa che sarà più facile (anzi), ma che almeno avremo regolarmente otto ore per riposare, ci sentiremo più tranquille con noi stesse ed abbiamo di nuovo la sensazione di poter spaccare il mondo!

Una cosa vorrei dire però a tutte le mamme: stiamo attente a non alzare troppo la stanghetta! Stiamo creando una mamma già in forma (non solo fisica, ma soprattutto mentale) a pochi giorni dal parto, una mamma che ” fa tutto come prima”, una mamma che non dice mai di no a qualsiasi programma del weekend. L’energia che la natura regala alle madri è già magica, non c’è bisogno di essere più eroine rispetto a quello che già siamo.

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