L’emozione delle piccole cose

La sveglia suona. Sono le sei e un quarto.

Le prossime due ore e mezzo saranno una continua corsa e frenesia.

Sveglia – colazione – preparazione colazione per i bambini-doccia e denti- vestirsi – denti dei bambini – scelta vestiti e vestizione bambini – bacino al papà che esce- ricordarsi di prendere il pranzo per l’ufficio, la borraccina per chi va alla materna, i pannolini per il nido (quando la scorta fornita è finita)…- dare da mangiare al cane-uscire!

Osservare la gara dei bambini a chi arriva prima al portone –  rispettare la tradizione del giochino “guardiamo un po’ chi trova la macchina?”- urlare al grande di aspettarti e di non attraversare da solo (sai benissimo che non lo farà, ma è sempre meglio ricordarlo)- aspettare che la piccola decida se vuole andare verso la macchina a piedi o in collo- arrivare finalmente alla macchina! Aprire la portiera al grande in modo che entri subito in macchina e stia il meno possibile esposto al rischio strada – mettere la piccola e allacciarla dall’altra parte della macchina – tornare sull’altro lato e allacciare il grande. Ah dimenticavo, le mie borse..beh quelle dipende da come vanno le cose: o finiscono dietro con i bambini quando apro al grande, o me le tengo mentre mi cadono in continuazione dalla spalla fino a quando non entro anche io nella vettura. I giorni in cui riesco a metterle sul sedile del passeggero prima ancora di far entrare i bambini rientrano tra gli eventi epocali della mia presenza terrena.

Finalmente tutti in macchina! Altro rituale ” ci siamo tutti? La mamma c’è? (sìììììì), P. c’è? (sìììì) B. c’è? (sìììì)”, ottimo, allora si parte!” – Durante il percorso: varie ed eventuali. Si passa dal “ho fame” (dopo aver fatto una colazione che nemmeno Obelix) al “la mia maestra preferita è…” , al “ma perché te e il papà dovete lavorare?” al “non voglio andare” al “lo sai mamma che….”.

Ok, ci siamo, prima tappa raggiunta: il nido! Parcheggiare- scendere- prendere la piccola-dire al piccolo che torni subito (per fortuna è un parcheggio privato)-suonare-entrare- levalre giacca e scarpe-mettere i calzini anti-scivolo- mettere la giacca nell’armadietto-darle un bacino-augurare buon divertimento-lasciare le scarpe nell’apposito armadio all’ingresso del nido-uscire-correre alla macchina.

Si riparte! Direzione materna. Discorsi di cui vedi sopra durante il tragitto-parcheggiare-scendere- far scendere-e poi iniziare la gara del “guardiamo un po’ chi arriva prima?” -e poi? e poi STOP!!!

Stamani c’era il camion della spazzatura che svuotava i cassonetti all’angolo della scuola. Il tempo e la terra si sono fermati. P. era fermo immobile, con gli occhi spalancati a godersi questo momento magico. Il braccio meccanico che prendeva quei cassonetti era pura magia. Questa è la sua reazione tutte le volte che lo vede, è come se fosse sempre la prima volta.

In questi momenti ringrazio la vita, che, tramite gli occhi di un bambino, ti ricorda che è bello emozionarsi per le piccole cose! Ti ricorda che niente è scontato. Ti ricorda che effettivamente sì, è bellissimo vedere un braccio meccanico che prende un cassonetto e che questo braccio meccanico è frutto di secoli di evoluzione e fatiche! Ti ricorda che l’ordinario sa emozionare tanto se non di più dell’extra-ordinario! Ti ricorda che le corse che fai tutte le mattine se le vedi da una prospettiva sono noiosa, stancante routine…ma se le vedi da un’altra prospettiva sono delle incredibili opporunità di crescere, di nuovo, con i tuoi bambini.

 

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