Una decisione coraggiosa

Oggi è il compleanno di una ragazza, moglie, madre speciale!

Anni fa con il marito hanno preso la decisione di spostarsi dalla loro terra natale (il Brasile) a Londra. Lui, lei e i loro due bambini, a migliaia di chilometri di distanza da parenti, consuetudini, produmi e colori familiari. Lui aveva ricevuto un’interessante offerta lavorativa e lei, che si occupa di marketing, avrebbe sicuramente trovato un lavoro. Così è stato.

Come sempre è la vita, e soprattutto come è la vita quando si hanno due figli, le cose non sono mai veramente programmabili e lineari. Da genitore, quando decidi diportare due bambini piccoli dall’altra parte del mondo, ti senti in debito. Si trovano a Londra, la città in cui le culture si mescolano ma in cui contemporaneamente riesci a sentirti molto solo. Una città talmente grande e in movimento che tutto è per definizione lontanto e farraginoso.

Da mamma e da moglie decide di iniziare a lavorare part-time, per poter passare del tempo con i bambini, che con la loro dolcezza infinita iniziano ad imparare l’inglese nonostante in casa si parli portoghese, che si adattano ad una nuova quotidianità, che in quanto bambini sono felici quando sono insieme a genitori felici.

Sulla carta il part-time è una buona idea, tempo per stare con i bambini e risparmio su baby-sitter e dopo-scuola (cosa che specialmente a Londra non è da poco). Nei fatti però, il part -time si rivela una trappola: mole di lavoro e scadenze restano le stesse. Tradotto: lavorare di notte e venir pagati meno.

Arriva così ad una decisione: lasciare il lavoro. Ritengo che questo atto sia di un coraggio eccezionale. Significa dare priorità alla serenità familiare, significa capire che la realizzazione personale non passa da quella professionale, significa scegliere magliette sporche di farina e acquerello.

Ma la storia non finisce qui! Questa incredibile ragazza infatti approfitta di questo 18058220_2018348875051143_1294555725311992246_ncambio di vita per coltivare la sua passione creativa. Ha un tratto stupendo, una capacità di osservazione dei fatti e delle emozioni straordinaria, una visione completa: ecco che riprende a disegnare. E dato che curiosità e voglia di imparare sono spinte a cui invece non si può rinunciare, inizia un corso di graphic design. Non sa se da questo nascerà un lavoro da casa o se sarà semplicemente un nuovo mattoncino del suo bagaglio culturale. Sarà il corso della vita a deciderlo.

A lei, che è l’autrice del logo di questo blog, auguro un bellissimo compleanno! La vita ti ha chiesto di scegliere, e senza stare ora a disquisire sul fatto che questo sia giusto o no, tu hai preso la decisione più coraggiosa, più difficile e più antifragile.

 

Ps. Trovate qui alcune delle sue creazioni:

https://the-dots.com/users/bel-lavratti-129283

https://www.facebook.com/bellavratti/

https://www.etsy.com/it/shop/BelLavratti

Bollettino di questi primi 5 anni

Oggi cinque anni fa abbiamo scoperto di essere incinti di Philip. A distanza di due gravidanze, almeno una trentina di volte in cui ho ripetuto il mio codice fiscale, 24 mesi complessivi di allattamento, una tonnellata di frutta sbucciata, due minipimer, un numero incalcolabile di pannolini e un secolo di ore di sonno perse, è arrivato il momento di fare un primo bollettino.etuttocambio.com (3)

In ordine temporale sparso, ho imparato:

  • Che quando hanno pochi mesi, la volta in cui  pensi “bene, ha poppato, ha fatto la popò, era stanco, ora si è addormentato beato e ho un pochino di tempo per ricordarmi almeno chi sono”, ecco tutte le volte che lo pensi loro si sveglieranno dopo dieci minuti esatti e sarà la giornata in cui dormiranno poco, popperanno molto e vorranno starti sempre e solo in collo.
  • Che la sera in cui parcheggi la macchina a centinaia di metri di distanza da casa per via della pulizia delle strade (che nel 2017 dobbiamo ancora fare spostando le vetture) è esattamente la sera in cui i bambini sono più cotti del solito, in cui non hanno voglia di camminare, in cui la tua borsa pesa quanto un bronzo di Riace e in cui hai almeno due sacchetti di spesa da portare.
  • Che quando sei sola con quei due, loro sanno esattamente di essere in maggioranza e se vogliono riescono a devastarti.
  • Che a tutti quelli che guardandoli piccoli e calmi nel passeggino ti dicono “che angelo, così tranquillo, siete fortunati” ti verrebbe da rispondere “prova a trasferirti a casa nostra per 24 ore e poi ne riparliamo”.
  • Che quando viaggi in aereo ti sembra di essere in un film di 50 anni fa in cui vedi famiglie di 5 persone viaggiare per migliaia di chilometri in una cinquecento con la poltrona sul tettuccio e la parmigiana di melanzane sulle ginocchia.
  • Che ti puoi scordare di uscire di casa “leggera”, perchè ci sarà sempre qualcosa da portare in più “nell’eventualità che…”
  • Che non fai in tempo a rimettere le fodere del divano finalmente di nuovo pulite, che torneranno ad essere un patchwork di macchie e sfumature.
  • Che i cinque minuti seduta sulla tazza si traformano regolarmente in riunioni di famiglia.
  • Che fare la doccia, incremarsi, vestirsi e pettinarsi è una parentesi che non può durare più di 7 minuti al massimo.
  • Che quando rientri a casa a fine giornata e la piccola di strappa la camicia pur di prendere il tuo latte e il grande è sfinito dopo 9 ore di nido, ha fame e vuole le tue coccole, l’unica soluzione è fare un bel respirone e attingere alle riserve di energia che a fatica hai messo da parte.
  • Che la sera in cui vai a letto presto perchè sarai sfinita, sarà l’inizio di una notte in cui si sveglieranno mille volte.
  • Che se devono ammalarsi lo faranno il giorno in cui hai un importante appuntamento di lavoro, in cui la baby-sitter è fuori città, in cui tutti gli amici sono alle Seychelles e i nonni non riescono a liberarsi.
  • Che tutte le volte in cui ti fai prendere dall’entusiasmo e dici ” bambini, dai, facciamo un bel dolce insieme”, dovresti cercare di ricordarti almeno una volta della situazione in cui troverai loro e la cucina cinque minuti dopo.
  • Che quando parli con gli altri genitori è tutto un “mio figlio fa così, è così, dice così”, ma in realtà ti rendi conto che con questi nanetti le generalizzazioni stanno a zero e che i bambini sono per definizione imprevedibilità e cambiamento. Per cui, mettiamoci l’anima in pace.
  • Che se decidi di dare priorità alla tranquillità e ad un minimo di quieto vivere, devi rinunciare alla casa perfetta e alla cena stile ristorante stellato.
  • Che molta della tua alimentazione è composta di piccoli elementi quali: assaggiare per capire se non è troppo caldo, leccare ciò che si sta sciogliendo o cadendo, fnire ciò che resta nel piatto..
  • Che se non metto di proposito un punto a questa lista, rischio di non finire più.

Ma la cosa più bella che ho imparato è che per quanto stancante e sfinente, essere genitori è un regalo della vita. Essere genitori significa avere l’opportunità di crescere di nuovo, di guardare il mondo con gli occhi della semplicità, di scoprire come se fosse la prima volta.

Ho imparato che per ogni attimo di stanchezza, c’è un primo dentino che spunta, una prima parola detta, un primo passo in piedi. Per ogni attimo in cui ti senti stravolta, c’è un sorriso che ti travolge, un abbraccio che ti riscalda, una manina che sprigiona un’energia che non ha eguali.

Ecco, in questi cinque anni ho imparato che tutto quello che i bambini ci stanno dando supera di gran lunga le energie che levano. Alla fine è questione di riderci sopra, di dare priorità a ciò che conta davvero, di riscoprire la gioia delle piccole cose e soprattutto di farsi prendere per mano da loro e lasciarsi andare.

 

 

 

Questi nonni favolosi

Oggi, 2 ottobre, è la festa dei nonni.

Nella maggior parte dei libri per bambini e nell’immaginario collettivo, i nonni sono anziani (in alcuni casi con il bastone), sono in pensione e sono una coppia unita da cui i bambini si fanno felicemente viziare e coccolare.

A casa nostra il quadro è differente, ma non per questo meno bello o speciale. La nostra è quella che viene definita una famiglia allargata e quindi noi di nonni ne abbiamo tanti, anzi tantissimi dato che c’è ancora anche qualche rappresentanza della quarta generazione! Inoltre i nostri nonni non sono anziani e non sono in pensione. I nostri nonni vanno in moto, viaggiano molto, giocano a tennis, fanno cake design fino alle due di notte in occasione delle nostre feste e soprattutto lavorano molto. etuttocambio.com (2)

I nostri nonni non rappresentano quindi quella pietra miliare dell’organizzazione quotidiana di molte famiglie, ma non per questo sono meno presenti! La qualità della vita rappresenta per noi una priorità e questo si riflette anche su determinate scelte che abbiamo fatto, tra cui quella di vivere in una città a misura d’uomo e quella di non allontanarci troppo dai nostri super nonni!

Abbiamo una Oma che non appena rientra dai suoi viaggi di lavoro fa di tutto per farsi trovare pronta ad insegnarci ad andare in altalena o a portarci in qualche posto speciale. Abbiamo un Opa che gongola tutte le volte che i bambini vogliono giocare con lui e che prepara smalti con il succo di barbabietola. Abbiamo una vovò che usa il suo unico giorno di riposo settimanale per stare una notte e un giorno con i bambini, facendo con loro costruzioni in giardino e infornando dolci. Abbiamo un nonno M. che quando è a giro con loro è talmente orgoglioso che sembra la nazionale di calcio sul pullman della gloria ai mondiali del 2006. Abbiamo un nonno A. che non è tranquillo se in casa non ha la miglior marmellata di albicocche per loro e che non aspetta altro che addormentarsi sull’amaca con uno dei bambini sdraiato sulla sua pancia e abbiamo una nonna L. che non appena li vede inizia a giocare con loro, dimenticandosi di levarsi il cappotto e di appoggiare la borsa…per non parlare poi delle bis-nonne (che sono tre)!

I nostri nonni non sono nonni che possono andare tutti i giorni a prendere i bambini a scuola, ma sono nonni che in casi di necessità trovano sempre il modo di organizzarsi. I nostri nonni non sono in pensione, ma riescono sempre a trovare il tempo per i bambini. I nostri nonni non possono stare con noi nel quotidiano, ma ci pensano costantemente.

Per i bambini i nonni sono una garanzia, sono parte del loro concetto di vita, sono elementi della loro ritualità. Per loro, come ci siamo noi genitori, ci sono i nonni. Aspettano a gloria di vederli e regalano loro amore e sorrisi.

I nostri nonni sono innamorati dei loro nipoti, i nostri nonni, come tutti i nonni, sono speciali!

ps vederli preoccuparsi per cose che quando noi eravamo bambini non li smuovevano minimamente è troppo divertente!