Bollettino di questi primi 5 anni

Oggi cinque anni fa abbiamo scoperto di essere incinti di Philip. A distanza di due gravidanze, almeno una trentina di volte in cui ho ripetuto il mio codice fiscale, 24 mesi complessivi di allattamento, una tonnellata di frutta sbucciata, due minipimer, un numero incalcolabile di pannolini e un secolo di ore di sonno perse, è arrivato il momento di fare un primo bollettino.etuttocambio.com (3)

In ordine temporale sparso, ho imparato:

  • Che quando hanno pochi mesi, la volta in cui  pensi “bene, ha poppato, ha fatto la popò, era stanco, ora si è addormentato beato e ho un pochino di tempo per ricordarmi almeno chi sono”, ecco tutte le volte che lo pensi loro si sveglieranno dopo dieci minuti esatti e sarà la giornata in cui dormiranno poco, popperanno molto e vorranno starti sempre e solo in collo.
  • Che la sera in cui parcheggi la macchina a centinaia di metri di distanza da casa per via della pulizia delle strade (che nel 2017 dobbiamo ancora fare spostando le vetture) è esattamente la sera in cui i bambini sono più cotti del solito, in cui non hanno voglia di camminare, in cui la tua borsa pesa quanto un bronzo di Riace e in cui hai almeno due sacchetti di spesa da portare.
  • Che quando sei sola con quei due, loro sanno esattamente di essere in maggioranza e se vogliono riescono a devastarti.
  • Che a tutti quelli che guardandoli piccoli e calmi nel passeggino ti dicono “che angelo, così tranquillo, siete fortunati” ti verrebbe da rispondere “prova a trasferirti a casa nostra per 24 ore e poi ne riparliamo”.
  • Che quando viaggi in aereo ti sembra di essere in un film di 50 anni fa in cui vedi famiglie di 5 persone viaggiare per migliaia di chilometri in una cinquecento con la poltrona sul tettuccio e la parmigiana di melanzane sulle ginocchia.
  • Che ti puoi scordare di uscire di casa “leggera”, perchè ci sarà sempre qualcosa da portare in più “nell’eventualità che…”
  • Che non fai in tempo a rimettere le fodere del divano finalmente di nuovo pulite, che torneranno ad essere un patchwork di macchie e sfumature.
  • Che i cinque minuti seduta sulla tazza si traformano regolarmente in riunioni di famiglia.
  • Che fare la doccia, incremarsi, vestirsi e pettinarsi è una parentesi che non può durare più di 7 minuti al massimo.
  • Che quando rientri a casa a fine giornata e la piccola di strappa la camicia pur di prendere il tuo latte e il grande è sfinito dopo 9 ore di nido, ha fame e vuole le tue coccole, l’unica soluzione è fare un bel respirone e attingere alle riserve di energia che a fatica hai messo da parte.
  • Che la sera in cui vai a letto presto perchè sarai sfinita, sarà l’inizio di una notte in cui si sveglieranno mille volte.
  • Che se devono ammalarsi lo faranno il giorno in cui hai un importante appuntamento di lavoro, in cui la baby-sitter è fuori città, in cui tutti gli amici sono alle Seychelles e i nonni non riescono a liberarsi.
  • Che tutte le volte in cui ti fai prendere dall’entusiasmo e dici ” bambini, dai, facciamo un bel dolce insieme”, dovresti cercare di ricordarti almeno una volta della situazione in cui troverai loro e la cucina cinque minuti dopo.
  • Che quando parli con gli altri genitori è tutto un “mio figlio fa così, è così, dice così”, ma in realtà ti rendi conto che con questi nanetti le generalizzazioni stanno a zero e che i bambini sono per definizione imprevedibilità e cambiamento. Per cui, mettiamoci l’anima in pace.
  • Che se decidi di dare priorità alla tranquillità e ad un minimo di quieto vivere, devi rinunciare alla casa perfetta e alla cena stile ristorante stellato.
  • Che molta della tua alimentazione è composta di piccoli elementi quali: assaggiare per capire se non è troppo caldo, leccare ciò che si sta sciogliendo o cadendo, fnire ciò che resta nel piatto..
  • Che se non metto di proposito un punto a questa lista, rischio di non finire più.

Ma la cosa più bella che ho imparato è che per quanto stancante e sfinente, essere genitori è un regalo della vita. Essere genitori significa avere l’opportunità di crescere di nuovo, di guardare il mondo con gli occhi della semplicità, di scoprire come se fosse la prima volta.

Ho imparato che per ogni attimo di stanchezza, c’è un primo dentino che spunta, una prima parola detta, un primo passo in piedi. Per ogni attimo in cui ti senti stravolta, c’è un sorriso che ti travolge, un abbraccio che ti riscalda, una manina che sprigiona un’energia che non ha eguali.

Ecco, in questi cinque anni ho imparato che tutto quello che i bambini ci stanno dando supera di gran lunga le energie che levano. Alla fine è questione di riderci sopra, di dare priorità a ciò che conta davvero, di riscoprire la gioia delle piccole cose e soprattutto di farsi prendere per mano da loro e lasciarsi andare.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...