Ultimo giorno di nido

Ieri per Bia è stato l’ultimo giorno di asilo nido e dal vortice di emozioni che questo ha scaturito, la prima parola che ne esce nella sua potenza è grazie.

Grazie all’Istituto in cui lavoro che ha deciso, già trent’anni fa, di aprire un nido interno e di seguire la sua gestione con passione e dedizione. Grazie alle maestre che sono speciali! Sono donne che si occupano di ogni singolo bambino come fosse il loro. Che dedicano un sorriso personalizzato ad ognuno di loro.

Il mio bellissimo rapporto con queste maestre è iniziato quando Philip aveva 6 mesi. Ricordo ancora come mi sentivo – un misto tra il senso di abbandono/colpa e la gioia nel sapere che questa esperienza lo avrebbe aiutato a crescere in armonia con la società. Dopo qualche mese eravamo incinti di Bia e le maestre hanno seguito passo passo la gravidanza e alla sua nascita, nei due giorni in cui eravamo in ospedale, hanno trattato Philip come un re!IMG_3926

Per cinque anni sono state parte della mia quotidianità,  ma soprattutto hanno giocato un ruolo cruciale nella crescita dei nostri bambini. Hanno insegnato loro le regole e il gioco, la condivisione e l’orgoglio per i risultati ottenuti. Hanno riso con loro e si sono preoccupate con me al primo starnuto. E se sono dei bambini meravigliosi che hanno piacere a stare con gli altri e hanno fiducia nella vita, lo dobbiamo anche a loro!

Grazie vita per aver regalato alla nostra famiglia questa fortuna!

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La nostra Oma è una leonessa

La nostra Oma si definisce un diesel perché ha bisogno di un momento iniziale per entrare in una situazione, per lasciarsi andare con le persone. Io la definisco un diesel perché è una garanzia e perché ha un’energia costante e incredibile!

E’ di quelle persone che alterna momenti di estrema razionalità a momenti estremamente emotivi. Quelle persone che al primo impatto ti sembrano silenziose e anonime e che tutto d’un tratto ribaltano completamente questa impressione.

La nostra Oma non è una persona rumorosa, ogni tanto magari ti aspetti che le sue reazioni davanti al tuo entusiasmo siano meno “diesel”. Ma se la conosci bene sai che si tratta solo di un tempo di reazione e puoi essere certo che l’entusiasmo se lo sta facendo suo e che rimarrà dentro di lei (e sicuro ti richiama anche a distanza di una settimana perché continua a pensarci).IMG_8709.JPG

La nostra Oma è spesso in viaggio per lavoro, ma non appena è a Firenze fa le corse per vedere i suoi nipoti (anche venendo diretta dall’aeroporto dopo un volo dall’Australia). La nostra Oma ci chiama ad inizio mese per comunicarci i giorni in cui è in città in modo da poter dare una mano in caso di necessità ( e sa bene quanto questo sia di sollievo per sua figlia, che durante la settimana ha in mano da sola la gestione dei bambini). La nostra Oma se la chiami perché uno dei bambini è malato, si mette a lavorare la sera pur di dare una mano. La nostra Oma non ti dirà mai che è stanca. La nostra Oma ogni tanto sembra seria, ma questo non vuol dire che non sia felice (semplicemente la sua testa in quel momento sta ragionando su altra cosa).

La nostra Oma prende i bambini e fa con loro viaggi, la nostra Oma insegna loro a conoscere la loro città (e Philip poi mi spiega la cupola del Brunelleschi e la differenza con lo stile del duomo di Colonia), la nostra Oma sa dire loro di no quando serve, la nostra Oma quando si sposa decide di farlo a Merano e di invitarci tutti in un castello.

Se incrociate per strada la nostra Oma e pensate che sia una semplice persona, sappiatte che in realtà è una leonessa!

Grazie per essere il nostro papai

Non vi è stato mai un momento, prima e dopo la nascita dei bambini, in cui mi sia chiesta se eri la a persona giusta e se saresti stato un buon padre. Non c’era bisogno di farsi delle domande, perché non vi è mai stato alcun dubbio. Parte naturale intrinseca di noi. Parte del nostro incastro. Elemento insito nel nostro linguaggio non scritto. Certezza che è sempre esistista. Fattore che nel suo silenzio ha sempre fatto parte della nostra unione.

Per quanto questa certezza vi sia sempre stata, oggi a distanza di quasi 5 anni dalla nascita di Philip, voglio dirti grazie!IMG_3897

Grazie per essere un papà che si diverte. Grazie per dimenticarti del resto del mondo quando sei con noi. Grazie per insegnare ai bambini le piccole e grandi cose. Grazie per essere un esempio meraviglioso. Grazie per insegnare loro l’amore. Grazie per coinvolgerli nei tuoi estri creativi. Grazie per commuoverti davanti ad una loro mutandina stesa ad asciugare. Grazie per fare capire loro che saresti disposto a scalare il K2 con entrambi in braccio se necessario. Grazie per riempirli di solletico e per brontolarli quando non si comportano per bene. Grazie per insegnare loro l’ironia e la leggerezza. Grazie per insegnare loro i valori e il rispetto. Grazie per insegnare loro l’amore per me, e quindi per le mamme e per le donne. Grazie per avere il magone davanti ad una loro ferita. Grazie per spiegare loro il sacrificio. Grazie per essere il papai migliore del mondo. Grazie per essere il papai che si incastra perfettamente con il mio modo di essere mamãe.

La festa del papà di lunedì suona quasi come uno scherzo. Il lunedì è il giorno in cui ti svegli all’alba e nel silenzio di casa parti. Parti per tornare il venerdì, ma a noi sembra sempre che tu parta per mesi. Ecco, oggi ti dico grazie perché la decisione che abbiamo preso insieme è stata davvero difficile, ma il vero motivo che vi è alla base è il desiderio primario di cercare di offrire il massimo per i nostri bambini.

La tua generosità è magia

Quando ero piccola sognavo di costruire una famiglia con dei bambini in cui regnassero sorrisi, semplicità e amore. Da qualche parte lontano da me, ma non troppo, il nostro papai sognava la stessa cosa.

Ora che questa famiglia è qui, mi rendo conto che mai avrei potuto immaginare che fosse così bello osservare ogni singolo momento della crescita dei bambini, e mai avrei immaginato di avere dei bambini così speciali (come lo sono tutti i bambini).

Lavoro e bambini si sa, sono ancora difficilmente conciliabili. Se io ho la fortuna di avere un lavoro che mi permette comunque di passare almeno un po’ di tempo quotidiano con i bambini, il nostro papai non si trova nella stessa situazione. Quando lavorava qui a Firenze rientrava sempre molto tardi ed ora lavora addirittura in un’altra città rientrando nel fine settimana. Non è facile, ma i sorrisi, la semplicità e l’amore di cui parlavo prima aiutano e rendere il tutto meno difficile.FullSizeRender

L’altra sera, durante una delle nostre consuete video-chiamate serali, mentre stava parlando con Philip il papai gli ha detto ” Ti amo tanto Philip e mi manchi”. La risposta di Philip mi ha spiazzato “anche io, ma non devi dire che ami me, devi dire che ami la tua famiglia”.

Ecco, tu, che non hai nemmeno cinque anni e che hai già capito che siamo una squadra e che come tale soffriamo e gioiamo insieme. Tu che avresti tutto il diritto di prendere e fare tua quella dimostrazione di amore, pensi alla correttezza di condividerla nonostante tu sappia benissimo che dopo poco avrebbe detto la stessa cosa a noi. Tu, che ci dici che ami la tua famiglia. Tu che ricevi la fotocopia della maschera di Spiderman dalla maestra del nido di tua sorella, e ne chiedi un’altra per il tuo amico di classe che sai essere un suo fan. Tu che passi un pomeriggio con la tua oma e non stai tranquillo se non torni a casa almeno con una pastina per tua sorella.

A te, figlio nostro, auguro di rimanere sempre così! Di avere fiducia negli altri, di essere aperto e felice. Di sentirti parte di un gruppo che lotta per raggiungere obiettivi comuni. Di credere nel bello delle persone. Di essere entusiasta e generoso…perché, dal giorno uno in cui sei nato, ti abbiamo sempre soprannominato “distributore di amore”.

 

Tanti auguri vovó

Oggi è il compleanno della nostra vovó. Un compleanno importante.

La nostra vovó è speciale. Sorridente, frizzante, buffa. Quando stanno con lei i bambini hanno i loro momenti di follia: fanno dolci impastandosi fino alla punta dei piedi; si rotolano nel fango e poi si rilassano in una bella vasca calda a lume di candele; fanno saltare chicchi di mais nella padella fino a vederli trasformarsi in pop-corn e mangiano biscotti a letto.FullSizeRender

Con lei hanno imparato la magia di annusare il profumo dei fiori, la bellezza di inventare giochi con qualche legnetto e la felicità di passare giornate intere in giardino a fare tutto e niente.

La vita ha giocato spesso dei brutti scherzetti alla nostra vovó, ma lei è sempre stata incredibilmente brava a guardare a cosa conta davvero, a quello per cui vale la pena sorridere al posto che concentrarsi su ciò che si perde. Abbiamo tutti dei difetti, lei compresa ovviamente, ma quello che emerge di lei è un pregio dal valore inestimabile: la gioia della semplicità della vita e di vivere con entusiasmo e importanza ogni singolo istante!

Tanti auguri vovó, grazie per essere la vovó dei nostri bambini!

Quel connubio tra essere genitori e crescere insieme

Quando i bambini irrompono nella nostra vita, capita spesso di chiedersi se saremo dei buoni genitori.

La loro educazione è un misto di contrasti, di giusta misura, di (per tornare alla gita che Philip ha fatto recentemente a Palazzo Vecchio) tartaruga con la vela. E’ un fenomeno in cui contano le parole, ma in cui spesso l’esempio è davvero ciò che fa la differenza.

Ai bambini insegniamo che ci sono delle regole da rispettare, ma allo stesso tempo dobbiamo farli sentire liberi di scegliere e di sbagliare. Spieghiamo loro cosa è la buona educazione, ma non vogliamo frenare la loro curiosità. Insegniamo loro il rispetto per gli altri e contemporanmente trasmettiamo loro la percezione del limite oltre il quale uno scherzo diventa offesa. Condividiamo emozioni e conoscenze, ma cerchiamo di proteggerli da ciò che è troppo forte. Li coinvolgiamo nelle nostre regole sociali, ma non li priviamo della possibilità di avere dei momenti di trasgressione.etuttocambio.com (5)

Crescerre (di nuovo) con i bambini ci ricorda la potenza dell’amore e la bellezza della semplicità. Per ogni maglietta piena di sugo, c’è un bambino che sta imparando a mangiare da solo. Per ogni pantalone sporco, c’è un bambino che si sente libero su un prato. Per ogni camera a soqquadro c’è un bambino che ha sprigionato la propria fantasia.

Ai bambini insegniamo che al bello del gioco, corrisponde il bello di amare e rispettare gli altri – è così che si sentiranno liberi, ma non sguaiati. Liberi, ma non maleducati. Liberi, ma senza approfittare degli altri. Liberi e felici di migliorare, di crescere.

Capiranno, osservandoci, che per quanto noi grandi cerchiamo di far credere loro il contrario, siamo tutti irrazionali, abbiamo tutti il nostro momento “non-logico”, “non -consistente”. Allo stesso capiranno, e ci ricorderanno, che il miglior esempio viene dalla sicurezza dei valori e dalla forza dell’amore.

Eh già, forse in fin dei conti siamo noi ad imparare da loro: grazie bambini!

Hakuna Patata e Babbo Matatale

Bia ha due anni e mezzo e parla. Certo, niente di strano in questo. Quello che mi chiedo in continuazione è: chi glielo ha insegnato?

Imparare a parlare è chiaramente un’operazione di imitazione, ma quello che mi fa sorridere con Bia (e che immagino sia tipico di ogni bambino che nasce come secondo, terzo o quarto che sia), è che lei imita suo fratello. Non ci sono stati quei momenti in cui il papai o io ci siamo messi con lei a spiegarle come funziona una determinata cosa e come si definisce. No, lei lo sa e punto. Perché lei il suo insegnante già ce l’ha, ed é suo fratello.IMG_1201

Come in ogni processo di apprendimento, le cose acquisite diventano il mattoncino che fa da appoggio per imparare qualcosa di nuovo. Sono le certezze che ti aiutano a guardare al passo successivo. Ed è così che, avendo la certezza della parola patata, Pumba e Timon non possono che dire “Hakuna Patata”.

Chissà perché però, quell’anziano barbuto di rosso vestito che si aggira di notte a portare doni per lei è “Babbo MATAtale”. Che dire, a questo punto: “senza pensieri, la tua vita sarà “Hakuna Matata(le)”! Auguri a tutti!

Tutti i bambini meritano amore

Alla materna di Philip c’è un bambino dal colore della pelle diverso da quello mio e della mia famiglia IMG_9825ma dal colore del sangue identico che si muove su una sedia a rotelle elettrica.

Questo bambino, i cui occhi esprimono una gioia senza confini, viene accompagnato tutte le mattine da un servizio di assistenza. Ogni volta che la mattina vedo parcheggiato quel pulmino grigio si scatena in me un vortice di emozioni.

Il signore che ogni giorno porta a scuola questo bambino è un eroe. Con i suoi gesti quotidiani sta rendendo questo mondo un posto migliore e quello che fa, nella sua semplicità e nel suo anonimato, ha un impatto ben maggiore di tante azioni urlate ai quattro venti e condite di confetti.

Ogni mattina, grazie a lui, questo bambino può andare a giocare e scherzare con i suoi compagni, può crescere insieme a loro e può imparare cose nuove. Quello che commuove è che questo bambino, che arriva senza genitori, non è solo! Il signore che lo accompagna non fa semplicemente l'”accompagnatore”: scherza con lui, cerca di coprirlo quando fa freddo e devono aspettare che si apra il cancello, gli offre da bere se ha sete, gli accarezza la testa e lo guarda con gli occhi dell’amore.

Da madre ho ancora difficoltà ad accettare che i bambini non possano stare bene, ma sono grata a questo bambino e al suo angelo custode per ricordarmi ogni giorno di quanto sia bella la vita, di quanto sia forte l’amore, di quale siano le cose che contano davvero e che hanno un valore inestimabile.

Ed è così che arrivo in ufficio con il cuore in subbuglio, con la felicità di sapere che esistono persone meravigliose e con la conferma del fatto che i bambini sono magia.

Il gioco si fa serio

“Philip scegli il libro da leggere stasera”

“Il corpo umanoooooo”

Siamo seduti sul letto leggendo il libro e ad un certo punto mi chiede ” mamãe, ma una volta entrato in bocca al mangiare cosa succede? Come si trasforma in cocô?” 

Due giorni dopo, mentre gli sto dando il bacino della buona notta mi guarda e mi chiede etuttocambio.com (4)“mamãe, ma se lo spazio è nero e la terra è nello spazio, come mai il cielo è blu?”

Obiettivo della mamãe: avere la risposta; avere un libro in cui trovare la risposta…e alle brutte c’è sempre un qualche motore di ricerca online! 😉

 

 

Una decisione coraggiosa

Oggi è il compleanno di una ragazza, moglie, madre speciale!

Anni fa con il marito hanno preso la decisione di spostarsi dalla loro terra natale (il Brasile) a Londra. Lui, lei e i loro due bambini, a migliaia di chilometri di distanza da parenti, consuetudini, produmi e colori familiari. Lui aveva ricevuto un’interessante offerta lavorativa e lei, che si occupa di marketing, avrebbe sicuramente trovato un lavoro. Così è stato.

Come sempre è la vita, e soprattutto come è la vita quando si hanno due figli, le cose non sono mai veramente programmabili e lineari. Da genitore, quando decidi diportare due bambini piccoli dall’altra parte del mondo, ti senti in debito. Si trovano a Londra, la città in cui le culture si mescolano ma in cui contemporaneamente riesci a sentirti molto solo. Una città talmente grande e in movimento che tutto è per definizione lontanto e farraginoso.

Da mamma e da moglie decide di iniziare a lavorare part-time, per poter passare del tempo con i bambini, che con la loro dolcezza infinita iniziano ad imparare l’inglese nonostante in casa si parli portoghese, che si adattano ad una nuova quotidianità, che in quanto bambini sono felici quando sono insieme a genitori felici.

Sulla carta il part-time è una buona idea, tempo per stare con i bambini e risparmio su baby-sitter e dopo-scuola (cosa che specialmente a Londra non è da poco). Nei fatti però, il part -time si rivela una trappola: mole di lavoro e scadenze restano le stesse. Tradotto: lavorare di notte e venir pagati meno.

Arriva così ad una decisione: lasciare il lavoro. Ritengo che questo atto sia di un coraggio eccezionale. Significa dare priorità alla serenità familiare, significa capire che la realizzazione personale non passa da quella professionale, significa scegliere magliette sporche di farina e acquerello.

Ma la storia non finisce qui! Questa incredibile ragazza infatti approfitta di questo 18058220_2018348875051143_1294555725311992246_ncambio di vita per coltivare la sua passione creativa. Ha un tratto stupendo, una capacità di osservazione dei fatti e delle emozioni straordinaria, una visione completa: ecco che riprende a disegnare. E dato che curiosità e voglia di imparare sono spinte a cui invece non si può rinunciare, inizia un corso di graphic design. Non sa se da questo nascerà un lavoro da casa o se sarà semplicemente un nuovo mattoncino del suo bagaglio culturale. Sarà il corso della vita a deciderlo.

A lei, che è l’autrice del logo di questo blog, auguro un bellissimo compleanno! La vita ti ha chiesto di scegliere, e senza stare ora a disquisire sul fatto che questo sia giusto o no, tu hai preso la decisione più coraggiosa, più difficile e più antifragile.

 

Ps. Trovate qui alcune delle sue creazioni:

https://the-dots.com/users/bel-lavratti-129283

https://www.facebook.com/bellavratti/

https://www.etsy.com/it/shop/BelLavratti